La lavorazione del bambù dalla tradizione ad oggi

La lavorazione del bambù dalla tradizione ad oggi

La lavorazione del bambù dalla tradizione ad oggi

Con il bambù si possono realizzare oggetti di ogni tipo, dagli spazzolini da denti ai listoni per la pavimentazione, dai tessuti ai germogli utilizzati in cucina. I consumatori più curiosi si saranno chiesti com’è possibile che dalle canne di bambù si ricavino materiali così diversi da loro. Il segreto è tutto nella lavorazione del bambù, che nei secoli è molto cambiata.

In alcuni casi la lavorazione prevede un processo naturale che richiede molto tempo, mentre in altri casi si utilizzano sostanze chimiche per trattare i culmi di bambù, chiamati comunemente canne, prima di spedirli alle industrie manifatturiere. Scopriamo in cosa consistono queste lavorazioni e qual è la loro finalità.

I metodi naturali e chimici per la lavorazione del bambù

La lavorazione del bambù gigante e delle altre varietà è necessaria perché la forma cava dei culmi li rende il posto ideale per la proliferazione di agenti patogeni e parassiti. Alcuni trattamenti servono per prolungare la vita del bambù e altri per conferire al materiale determinate proprietà.

Che si tratti di una lavorazione naturale o chimica, il bambù va raccolto sempre d’inverno, con un clima asciutto e di primo mattino, così che nella linfa ci siano meno zuccheri. Dopo la raccolta è necessaria una fase di stoccaggio in un luogo asciutto, ventilato e all’ombra, senza mai utilizzare dei contenitori chiusi, per evitare la prolificazione di funghi e insetti.

Dopo questa fase preliminare di lavorazione, il bambù è sottoposto a dei trattamenti, che possono essere naturali o chimici. Iniziamo con i trattamenti naturali del bambù.

La lavorazione naturale del bambù

Traspirazione

Per far uscire l’amido dai culmi di bambù, questi vengono risposti in verticale con rami e foglie. Dopo 4 settimane si può procedere alla potatura dei rami.

Immersione in acqua

In questa lavorazione l’espulsione di amidi e zuccheri è facilitata dall’immersione in acqua salata (va bene anche l’acqua marina). È uno dei metodo meno usati, perché potrebbe comportare la formazione di macchie sulle canne di bambù.

Affumicamento

I culmi di bambù vengono esposti al fumo, con il fuoco tenuto a 30-40 cm di distanza. Questo processo uccide eventuali insetti nella cavità e contribuisce a rendere più resistente il bambù.

Incalinatura

Le canne di bambù vengono imbiancate a calce spenta, così assumono la tipica colorazione bianca e diventano più resistenti ai funghi.

Immersione nel fango

È una delle tecniche più antiche e consiste nello stoccaggio dei culmi di bambù sotto una coltre di fango da 1 a 8 settimane. Dopo inizia una lunga fase di asciugatura all’ombra.

Cottura

Per la cottura si può usare un grande braciere o un forno a gas. Grazie alle alte temperatura diventa possibile raddrizzare eventuali canne un po’ curvate.

La lavorazione chimica del bambù

Come si può immaginare, la lavorazione del bambù tende ad essere più veloce ed economica quando si usano delle sostanze chimiche. Per i trattamenti si usano soprattutto soluzioni di borace e acido borico in un rapporto 1:1. Vediamo in cosa consistono i trattamenti chimici più usati per il bambù.

Diffusione verticale per traspirazione delle foglie

I culmi di bambù vengono posti in verticale dentro dei vasi colmi di acqua calda, acido borico e borace. Quando le foglie ingialliscono, il processo si conclude, perché il bambù avrà rilasciato amidi e zuccheri.

Trattamento per pressione

Si utilizza un autoclave che arriva ad una pressione tra 0,5 e 1,5 N/mm2, così le sostanze chimiche possono penetrare più in profondità. Per favorire l’assorbimento, si possono praticare dei fori in corrispondenza dell’internodo.

Metodi Boucherie e Boucherie modificato

Il prodotto preservante viene iniettato attraverso i vasi conduttori del bambù. Quando la pressione del liquido è data dalla gravità si parla di metodo Boucherie, mentre quando è data da un compressione o una pompa di parla di Boucherie modificato.

Immersione

I culmi di bambù sono immersi nel liquido preservante dopo la foratura dei nodi interni. Bastano soli 10 minuti e dopo il bambù viene avvolto in teli di plastica per una settimana. Servirà un’altra settimana per la stagionatura in posiziona verticale.

Trattamento caldo-freddo

Il bambù viene immerso in una soluzione chimica a 100°C e poi viene riportato a temperatura ambiente. È un trattamento usato per le canne di bambù divise in strisce o tavole.

Bollitura

Il bambù viene bollito per circa 30 minuti in una soluzione di soda caustica all’1% ad una temperatura compresa tra 94 e 100°C. Si può usare anche il carbonato di sodio per 60 minuti.

Qualche riflessione sulla lavorazione del bambù

Sebbene la coltivazione del bambù siano sostenibili per l’ambiente e prevedano l’applicazione dei principi dell’agricoltura biodinamica, non sempre la lavorazione del bambù è ecologica. Per acquistare in modo consapevole è bene affidarsi ad aziende produttrici che abbracciano l’ecosostenibilità come valore fondante.

Nello shop di SaveHuman, per esempio, trovi solo prodotti ad elevato impatto sociale e 100% ecosostenibili, come gli oggetti realizzati artigianalmente dai ragazzi disabili della Onlus La Lanterna di Diogene.

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