A Chernobyl la natura si riprende quello che l’uomo ha distrutto

Dopo l’incidente nucleare più grave nella storia dell’uomo, nessuno avrebbe mai immaginato che a Chernobyl la natura sarebbe tornata a popolare quell’area devastata. Dove un tempo c’erano le piazze, ora la vegetazione cresce rigogliosa e gli animali selvatici pascolano indisturbati. La natura ci sta lanciando un messaggio importante, siamo pronti per coglierlo?

Chernobyl e i suoi effetti sulla natura

La foresta rossa che cresce a soli 500 metri dal sito nucleare è l’esempio di una natura colpita duramente dalla devastazione. L’esplosione del reattore numero 4 ha riversato nella foresta di pini selvatici una pioggia di materiale radioattivo ed in quegli alberi è iniziata una mutazione genetica.

Le conifere hanno assorbito una quantità di radiazioni 100 volte maggiore rispetto alle altre piante. Molti alberi sono morti e giacciono tuttora in enormi fosse scavate e poi ricoperte per decontaminare l’area. Altri presentano invece una colorazione che va dal giallo al rosso intenso.

Ma qual è oggi la situazione della natura a Chernobyl? Da quando l’uomo ha lasciato il sito nucleare e la cittadina di Pripyat, la natura si è ripresa i suoi spazi. La vegetazione è presente ovunque nell’area e gli animali sono diventati gli unici abitanti della zona.

Bisonti, volpi, cavalli e orsi bruni che popolano Chernobyl, hanno probabilmente un’aspettativa di vita più bassa rispetto agli animali che vivono altrove, ma sembra proprio per loro la minaccia più grave fosse la presenza dell’uomo e non le radiazioni.

Chernobyl e la natura

A Chernobyl un parco naturale disabitato

Durante i mesi di quarantena dovuta al coronavirus, l’inquinamento si è ridotto e gli animali hanno iniziato a girovagare negli spazi lasciati liberi dall’uomo. Questo ci fa capire che dove l’uomo si ritrae, la natura si riprende i suoi spazi.

Se ci pensiamo bene a Chernobyl è accaduto qualcosa di simile, ma su più ampia scala. Mentre l’emergenza sanitaria ci ha imposto di restare a casa per un tempo limitato, nei pressi della centrale nucleare la zona è totalmente inaccessibile all’uomo e probabilmente lo resterà per sempre.

L’assenza dell’uomo ha fatto di Chernobyl un parco naturale disabitato, dove la natura ha trovato il modo di reagire alla distruzione e di creare nuova vita. Gli alberi che oggi popolano quella zona martoriata dalle radiazioni, sono capaci di produrre ossigeno dall’anidride carbonica e di fatto contribuiscono a contrastare le emissioni di gas a effetto serra.

Quelle foreste non verranno mai depredate dall’uomo e dopo il disastro nucleare, hanno acquistato il diritto di crescere indisturbate. Purtroppo non si può dire lo stesso delle altre foreste del pianeta, distrutte e sfruttate in ogni modo possibile.

Per quanto può sembrare assurdo, Chernobyl oggi è un luogo in cui la biodiversità è protetta, perché l’uomo è assente. Qui la deforestazione e le sue conseguenze drammatiche non arriveranno mai.

Per contrastare i cambiamenti climatici, abbiamo un gran bisogno di foreste che producano ossigeno e assorbano le emissioni di CO2 prodotte dall’uomo. Con SaveHuman anche tu puoi fare la tua parte e contribuire a creare nuove foreste. Pronto per cominciare?

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